di Giovanna Corsi
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(Giovanna Corsi)
Se è vero che la notte è contraria del giorno il nero del bianco il buono del cattivo e il bello del brutto, è anche vero che tu sei alto e io basso tu sei grasso e io magro io sono bravo....e tu? Lo sei molto di più! (Giovanna Corsi)
Il Paese Matterello è un paese "alla rinfusa" dove neppure il gatto fa le fusa, l'uccellino non vola nel cielo nuota nell'acqua di un lago sereno. Il sole sul prato, il fiore nel cielo, dentro il pozzo? L'arcobaleno. La lumaca ha due zampe, l'ape striscia sul petto, sul tetto, si sa, dorme l'orsetto. Sotto l'albero il frutto, sull'albero il riccio, questo paese è tutto un capriccio. Arriva un giorno, in quel paese un po' strano, una bella signora...ma cosa ha in mano? Una lunga e bellissima bacchetta magica, ma non è una fata, è la signora Logica! Lei è una donna tutta perfetta, tutto va a posto con la sua bacchetta. Il fiore sul prato, il sole nel cielo, le fa compagnia un arcobaleno. La lumaca ora striscia, l'ape vola per bene, sotto l'albero il riccio, sopra le mele. Dentro il lago il pesce, sul prato, invece, dal suo nascondiglio, una lucertola esce. Ogni cosa al suo posto, ora è proprio bello, tutto è perfetto, nel bel Paesello. (Giovanna Corsi)
Siamo le ore, facciamo tic tac segnamo il tempo che passa e va, ogni minuto, ogni secondo lo contiamo per te e per tutto il mondo. Anche se poi, guardando bene, sapere dove stai ti conviene. Se sei a New York sono le sette se sei a Londra le diciassette. Se poi ti trovi vicino a Pechino, alle quattro ci manca un tantino. Se sei in Italia, poco male, lo sai bene, c'è l'ora legale. Non in inverno o in autunno, a primavera arriva il suo turno, anche in estate, quando il sole è alto, l'ora legale è ancora in atto. C'è sempre luce, puoi ancora giocare, ma l'orologio ti conviene imparare. (Giovanna Corsi)
Le fiabe sono storie di fantasia dove lupi e orchi, fatine e streghette, tengono insieme bambini e nonnette. Anche la mamma ed il papà mi raccontano storie come Alìbabà. A me piace molto quel mondo fatato della bella casetta fatta di cioccolato, e sogno davvero di esser regina e di infilare la bella scarpina, oppure di mettere un cappuccio rosso come quella bimba della casa nel bosco. Quando la mamma accende il camino, ogni pezzo di legno, nella mia fantasia, prende la forma di quel burattino poi trasformato in un bravo bambino, senza contare del verde ranocchio dal quale non riesco a staccare l'occhio, lo guardo fisso, quando lo vedo in giardino, e spero che diventi un bel principino. Cosa dire del bianco cigno che nuota ignaro laggiù nello stagno? Dovrò raccontargli la verità di quanto era nero qualche tempo fa? Ma no, poi mi guardo allo specchio e mi vedo bella, dolce, carina come la bella principessina che nella casa dei sette nani trovò affetto a piene mani. Quello che importa è il finale che in ogni fiaba è sempre uguale: "...e vissero tutti felici e contenti..." ma noi tutti impariamo a stare più attenti. (Giovanna Corsi)
E' San Benedetto, una rondine si posa sotto il tetto. All'improvviso, poi, un gran garrire... il suo nido non c'è...dove è andato a finire? Lo aveva lasciato là, quando è andata via, perchè non trova più la casa sua? Lei è molto stanca, per il lungo viaggio, voleva riposarsi ma è solo un miraggio. Ora vola e vola tutt'intorno, alla ricerca, per il nuovo nido, un posto. Lo ha trovato, proprio sotto un campanile, e già la sua casetta si accinge a costruire. Poi, all'improvviso, svanisce la stanchezza, entra nel nido e ne sente la freschezza. Al ramoscello di pesco, staccato da poco, è rimasto attaccato il suo bocciolo. Ora la casetta, così bella e profumata pare dica alla rondine:"Bentornata!" (Giovanna Corsi)
E' giallo il sole è giallo il limone è gialla la farfalla sulla foglia di betulla
E' gialla la rosa è gialla la mimosa è gialla la margherita appena fiorita
E' giallo il pulcino è giallo il canarino è gialla la stella nella notte più bella (Giovanna Corsi)
Mago Cicerchio abita lontano, in un luogo alquanto strano. Là cammini e ogni forma calpesti... triangoli di qua, rettangoli di là, a sinistra i cerchi, i quadrati a destra... " Dimmi bambino, cosa cerchi?" La voce di un Mago si fa sentire e ad un tratto mi fa trasalire... "Vorrei sapere dove mi trovo... sai dirmi, signore, dove mi trovo?" " Caro bambino, a casa mia, questo è il regno della Geometria. Con tutte le forme tu puoi giocare con loro ogni cosa puoi costruire, disegnare....colorare.... mentre tu giochi, puoi imparare, che tutto e ogni cosa di forme puoi fare, basta cercare, comporre e appaiare. Metti un po' d'ordine e vedrai che questo regno è bello assai!" "...ma ci vorrà molto tempo...lo sai? ed io a casa devo andare oramai..." "Ma no, caro bambino! Prendi i quadrati e mettili qua, tutti i triangoli sopra, si sa, a destra i rettagoli in verticale e sopra i cerchi non ci starebbero male." "E' una magia, Mago Cicerchio! è diventato un paese perfetto! Con le casette e gli alberelli tutti i paesi diventano belli!" ( Giovanna Corsi)
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sììììììììììììì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
ma sì!
(Giovanna Corsi)
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Prendo un bel foglio e poi d'impegno voglio per mamma fare un disegno, un disegno bello e colorato dove il cielo è verde prato, il gatto viola, la rondine rosa, l'albero nero, di solo giallo l'arcobaleno. Il sole azzurro, un fiore marrone, il prato lilla, la mela arancione. Al centro però il rosso dei cuori, la mamma mi abbraccia... ... che colori! (Giovanna Corsi)
Davanti alla mia scuola, ogni mattina, vedo il vigile sulle strisce pedonali che fa dei segnali un poco strani. Ferma le macchine con una paletta, mi fa attraversare in tutta fretta. Il semaforo che gioca con i colori li accende... e li spegne...si diverte! Prima rosso, poi giallo, poi verde. Mi chiedo il perché di queste cose, voglio sapere, sono cose curiose. La maestra mi dice che mi dirà i segreti per farmi camminare sicuro a piedi. Non vedo l'ora di imparare a scuola da solo voglio arrivare senza pericolo o timore alcuno senza avere accanto nessuno. (Giovanna Corsi)
Sono il numero uno ma non sono digiuno sono alto e verticale sono magro ma non sto male. Sono il numero due faccio rima con bue ma sono esile e snello somiglio quasi ad un serpentello. Sono il numero tre perfetto come un Re la tua manina un poco maldestra mi scrive a sinistra e non a destra. Sono quattro, caro signore, chi mi è amico è un somarone per questo son bruttino assai quando un bambino non studia mai. Sono cinque e sto in mano al bambino che conta piano sulla punta delle dita, o sulla punta della matita. Eccomi qua, sono il sei “Che bell’asino che sei!” Questo però è uno scherzetto della maestra al suo bimbetto. Sono il sette, bello a scuola, somiglio alla pipa di zio Nicola, se mi prendi senza affanno ti promuovo alla fine dell’anno. Sono otto tondo assai ad una pista somiglio, lo sai, ho due cerchi proprio uguali sembro quasi un paio di occhiali. Sono il nove e sono bellissimo se mi rovesci divento tristissimo perché somiglio proprio a quel sei del bell’asino che sei. Sono il dieci e sono il fratello di questi numeri il più grandicello se sul quaderno veder mi fai sicuramente un regalo avrai! (Giovanna Corsi)
Io abito qua, in questa bella città, dove ci sono palazzi strade, chiese, negozi e piazze. Tante fontane, scuole e giardini per far felici tutti i bambini. La mia città è tutta in pianura con le colline a mo' di cintura ma se ti piace camminare, c'è una strada che ti porta al mare. Se poi vuoi passeggiare, c'è una piazza dove puoi giocare, ma al Parco, in verità, ci sono giochi a sazietà. E' proprio bella la mia cittadina, sono contento di abitare a Latina (Giovanna Corsi)
Giro girotondo, mi guardo un poco intorno, il mondo è malato perchè molto inquinato. Il cielo non è blu ma grigio o poco più, il prato non è verde, e l'acqua non è azzurra. Io voglio un mondo bello pulito a pennello, per chiuderlo in cornice e vivere felice. (Giovanna Corsi)
La lumaca Clementina si porta dietro la casina sia ai monti che al mare e dove ha voglia di arrivare. Ogni volta che è..."in fuga" cerca sempre una lattuga per mangiare, se le va, e per il fresco che le fa. Dove arriva può dormire, può mangiare, può uscire e se vuole osservare il mondo, basta che si gira intorno. Non ha timore, la chiocciolina, perchè con sè ha la casina che è ben chiusa se le va quando a nanna vuole andar. (Giovanna Corsi)
I colori composti o secondari non sono colori davvero speciali, essi esistono già, ma se ti capita di non avere l'arancione, perchè devi colorare un'arancia o un leone, allora devi sapere, bimbo mio, che se il rosso e il giallo tu combini, il problema è presto superato... girando, girando...come per magia... ...ecco apparire il colore desiderato. Se poi ti serve il verde perchè devi colorare il vestito di Geltrude, un prato disteso o le piume di un pappagallo, l'animo non disperdere. Prendi un po' di blu e un po' di giallo, mischiali insieme... ...gira, gira, gira...e come per magia... ecco apparire il colore che ti mancava per colorare un albero in mezzo al prato, una rana e il tuo bellissimo pappagallo. Forse lo avrai imparato già a scuola che il rosso e il blu danno il viola. Questo è il colore che non può mancare se le violette devi colorare. Se ti manca o perso lo hai, non disperare. Prendi un po' di rosso e un po' di blu... ...gira, gira e gira ancora... Ecco qui, la magia che piace a te, per colorare le melanzane, le viole e una pansè. Cosa dici? Ti manca il marrone? Non puoi colorare dell'albero il tronco e di cioccolato il torrone? Non disperare, scolaretto, fai come ti ho detto. Mischia i tre colori insieme: rosso, giallo, blu, come si conviene. Gira...gira...gira...ed ecco a te, un bel colore, tutto marrone, per colorare il tuo tronco e il tuo torrone. (Giovanna Corsi)
Albero verde, albero bello, albero grande a forma di ombrello, albero casa degli uccellini, albero amico di tutti i bambini. Tu da lassù tocchi il bel cielo e l'arcobaleno quando è tutto sereno. Rendi più bella l'atmosfera quando arriva la primavera, ti vesti tutto con tenere foglie che a vederti fa mille voglie. Prima ti vesti con fiori e profumi poi di frutti succosi e maturi. Tu vivi tanto, sei longevo, a tanti animali dai sollievo, con la tua ombra e la tua brezza, ad ogni uomo fai una carezza. Albero grande, albero bello, nei miei giochi diventi un vascello. Sulla tua cima ha il nido un uccello e allora ecco che diventi un castello, con le sue torri tutte smerlate, con le sue storie tutte fatate. Anche tu, delle radici prigioniero, di ogni stagione sei messaggero, come fai sembra un mistero, una favola bella lungo il sentiero. Da lontano appari grande e austero da vicino ogni ramo muovi leggero per dare sollievo a quel passeggero che arriva da te con il suo destriero. (Giovanna Corsi)
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