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Nei giorni 8-9-10 maggio 2009, Latina ospiterÓ l'82a Adunata Nazionale degli Alpini.

Per la cittÓ Ŕ un grande onore ospitare gli Alpini perchŔ molti di loro scesero con i contadini veneti, friulani ed emiliani e contribuirono a bonificare il territorio pontino, combattendo anche contro la malaria, la gravissima malattia trasmessa dalla zanzara anofele che infestava le paludi. Vennero con le loro famiglie, abitarono la lestra, la famosa casa di paglia e tufo. Con il loro lavoro e il loro sacrificio, resero il luogo vivibile e fertile. Risorsa agricola all'inizio, oggi Latina Ŕ una bellissima cittÓ, adagiata nel verde della pianura pontina, circondata da bellissimi monti e baciata dal mare. Prepariamoci quindi a riceverli con tutti gli onori, per dire loro GRAZIE e per farli sentire a casa. Latina in questi giorni si Ŕ vestita a festa, il tricolore sventola in ogni dove. E' bello, direi quasi emozionante stare qui e vedere tante penne nere sul classico cappello girare per le strade della cittÓ.

Il manifesto dell'82a Adunata Nazionale degli Alpini a Latina

Opera di Silvano Meroni

La medaglia dell'82a Adunata Nazionale degli Alpini a Latina

disegnata da Stefania Piredda

 

Piccolissimo cenno di storia

Nel 1872, quando il Regno d'Italia si trov˛ ad affrontare il problema della difesa dei nuovi confini dell'arco alpino, furono istituite le Truppe Alpine. Fino ad allora, infatti, la difesa del territorio nazionale era interamente affidato all'Esercito che operava nella Pianura Padana. Certamente l'idea risult˛ alquanto rivoluzionaria, le Alpi non potevano essere un luogo di battaglia, tutte le operazioni militari dovevano essere svolte in pianura. Ad ideare il Corpo degli Alpini fu il Capitano di Stato Maggiore Giuseppe Domenico Petrucchetti che sostenne e dimostr˛ l'idea che la difesa del confine alpino dovesse essere affidata a soldati nati in montagna perchŔ pratici dei luoghi montani ed anche perchŔ pi¨ motivati a difendere le loro famiglie e le loro cose. La tesi del Petrucchetti fu accolta e condivisa dal Generale Cesare Ricotti Magnani, Ministro della Guerra che dispose, nella fanteria dell'Esercito, uomini addestrati per la guerra in montagna, le Compagnie Alpine. Ad ogni Compagnia venne assegnato un mulo con una carretta per il trasporto di cibi e altri materiali bellici. Nacquero cosý gli Alpini. Fu dato loro anche un cappello di feltro nero, chiamato bombetta, ornato con una penna nera sul lato sinistro che divenne l'emblema araldico dei soldati della montagna. Oggi gli Alpini difendono il nostro Paese e sono garanti dell'ordine, della sicurezza e della stabilitÓ internazionale.

 

La canzone pi¨ nota

 

Sul cappello che noi portiamo

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo,
C'Ú una lunga, c'Ú una lunga penna nera,
Che a noi serve, che a noi serve di bandiera,
Su pei monti, su pei monti a guerreggiar, oi lÓ lÓ,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Coglieremo, coglieremo le stelle alpine,
Per donarle, per donarle alle bambine,
Farle piangere, farle piangere e sospirar, oi lÓ lÓ,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Pianteremo, pianteremo l'accampamento,
Brinderemo, brinderemo al reggimento,
Viva il Corpo, viva il Corpo degli Alpin, oi lÓ lÓ,

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Pianteremo, pianteremo il tricolore.
O Trentino, o Trentino del mio cuore
Ti verremo, ti verremo a liberar, oi lÓ lÓ

Evviva, evviva il reggimento
Evviva, evviva il corpo degli Alpin!

Evviva, evviva il reggimento
Evviva, evviva il corpo degli Alpin!

 

Le foto a scuola

A Latina sono state chiuse, per l'occasione, tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non potevamo per˛ far mancare ai bambini, la bella esperienza di avere, in sezione, una rappresentanza degli Alpini. L'ultimo giorno di lezione li abbiamo invitati. Sono venuti in tre, forse i primi ad arrivare per l'Adunata. Avevamo imparato, qualche giorno prima, la canzone " Sul cappello" e cantarla insieme a loro Ŕ stato bellissimo. I bambini, nel sentire la loro bella e particolare voce, si sono emozionati, tanto che, prima di congedarli, hanno voluto cantarla di nuovo e questa volta hanno aggiunto anche l'Inno di Mameli. Gli Alpini sono stati gentilissimi, hanno risposto alle mille domande fatte dai bambini, hanno fatto vedere loro "la bombetta" con la penna da vicino ed hanno raccontato un po' della loro storia.

Grazie, ragazzi, di vero cuore, per tutto il lavoro che svolgete con amore e dedizione.

 

             
             
             
             
I bambini hanno poi continuato a colorare le bandierine degli Alpini per portarle a casa come ricordo della bella esperienza